Fonte:http://h1.ath.cx/muvi/museodellosplendore/mostre/mastroianni/biografia.html
Umberto Mastroianni
Note
biografiche
Umberto
Mastroianni è nato a Fontana Liri, un antico paesino in provincia di Frosinone,
il 21 settembre 1910.
Nel 1924 giunge a Roma, dove frequenta lo studio dello zio Domenico e i corsi di
disegno presso l'Accademia di San Marcello.
Nel 1926 si trasferisce a Torino con la famiglia e affina il "mestiere di
scultore" nell'atelier di Michele Guerrisi.
Nel 1930 iniziano i primi riconoscimenti ufficiali (Premio del Turismo offerto
dal Ministero della Pubblica Istruzione) e, di lì a poco, le prime mostre a
livello nazionale ed europeo, tra cui nel '35 la Quadriennale di Roma e l'anno
appresso la Biennale di Venezia (dove nel '38, tra l'altro, vi sarà presente con
una sala personale).
Filippo De Pisis ne stima l'opera, e la pensa rifarsi alle più remote
esperienze, alla statuaria minore egizia ed ellenistica. Anche se il recupero
delle origini era pertinente di ogni artista dell'epoca, il giovane Mastroianni
tentava in modo originale il proprio individuale rinascimento: il perseguimento
della libertà, come prima delle doti creative.
Chiamato alle armi durante la guerra, partecipa poi alla Resistenza con un
impegno che lo porterà a trasferire nella sua opera successiva le istanze nate
da quella concreta lotta in nome della libertà, per giungere alla formulazione
di quella "poetica della Resistenza" riconosciutagli da Giulio Carlo Argan. A
Torino entra in contatto con il pittore Luigi Spazzapan che, isolato, portava
avanti una linea alternativa tanto al "classicicismo" di Casorati quanto alla
posizione culturale del "Gruppo dei Sei", pittori legati all'eredità
postimpressionista. Gli anni del conflitto bellico, malgrado la tragica
dispersione che comportano, cementano nel capoluogo sabaudo quelle amicizie che
non gli verranno mai meno: con i poeti De Libero e Gatto, con il musicologo
Mila, con gli storici dell'arte Ponente, Valsecchi, Argan e Venturi, con il
filosofo Abbagnano, con gli artisti Spazzapan e Severini. Dopo la Liberazione è
tra i promotori di un superamento sovrannazionale della cultura italiana secondo
le indicazioni delle "avanguardie storiche". Fin da allora espone nelle rassegne
artisticamente più avanzate promosse dall'Art Club; inoltre, insieme ai pittori
Spazzapan e Moreni e all'architetto Ettore Sottsass jr., si fa promotore di
iniziative culturali, tra cui il progetto del Premio Torino (di cui è stata
fatta una sola edizione nel 1947), manifestazione che avrebbe dovuto,
nell'intenzione dei patrocinatori, far conoscere le tendenze più attuali
dell'arte italiana contemporanea. Intanto, nel 1945, vince con la collaborazione
dell'architetto Mollino, il concorso per il Monumento al partigiano: l'opera, di
rimarchevole dimensione, viene eseguita successivamente e collocata nel Campo
della Gloria del cimitero generale di Torino. Nel '48 espone con Spazzapan alla
Galleria La Bussola: i due artisti sono presentati nel catalogo da Dino
Formaggio e, in quel momento (e dopo anche che il tradizionale establishment
torinese, aveva rifiutato l'esposizione della collezione di Peggy Guggenheim),
la mostra dello scultore, che a Torino viene chiamato il "pirata", e del
pittore, che viene indicato come "il bucaniere", acquista un particolare sapore
polemico.
Nel 1951 tiene la sua prima personale alla Galerie de France di Parigi, la più
importante in Europa. La critica straniera, da Jean Cassou a Léon Degand che la
presenta in catalogo, da Pierre Descargues a Frank Elgar, si rende subito conto
della qualità della sua produzione e del suo significato.
Lo stilema espressivo mastroianneo, prima di modulazioni neocubiste, poi
neoespressioniste, va di volta in volta complicandosi per estrosità plastiche,
che includono via via l'introspezione dei pieni e dei vuoti come il
perseguimento dei giochi della luce e delle ombre. In Apparizione alata e
Battaglia, due bronzi rispettivamente del '57 e del '58, il suo plasticismo si
fa infatti più scabro, più scheletrico, le linee-forza sembrano aumentare
scansione, tensione e valore, raddoppiate come sono da parallele venature
incisive, che danno a tutta la scultura l'apparenza di una forza ripiegata,
pronta a dipanarsi, a dispegarsi, appunto come un'ala. È qui che Mastroianni
coglie quella forza vitale sottesa che sembra precedere il movimento estremo,
quello di un'esplosione . Nel frattempo espone nel '58 ancora alla Galerie de
France di Parigi, nel '57 al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles (presentato da
A.M. Hammacher, direttore del Rijksmuseum Kroller Muller di Otterlo); ma il
riconoscimento più alto lo consegue alla XXIX Biennale di Venezia del '58,
quando ottiene il Gran Premio Internazionale per la scultura.
Nel
1960 Lionello Venturi scrive la presentazione al catalogo per la mostra
personale alla Kleemann Gallery di New York e nello stesso anno l'artista espone
al Dallas Museum of Fine Arts. È l'inizio di un'ulteriore evoluzione in una
libertà immaginativa più barocca, come si può rilevare dalle sculture Sarabanda
del '59 e Hiroshima del '61, che dalle propaggini più acute passeranno per una
sorta di abrasione e a forme più arrotondate, fino alla denuncia spinta al
parossismo di forme lacerate e tormentate. Nel 1962 Mastroianni si dedica
all'incisione approntando anche le lastre per l'illustrazione di alcuni volumi
(Poeti sovietici, 1964; Vento furente, 1972). Nel '64 il Comune di Cuneo gli
affida l'esecuzione del Monumento alla Resistenza italiana, cui lavora per
cinque anni, dal 1964 al 1969. La complessità dell'opera è tale che critici e
rettori hanno potuto parlarne a dismisura. Ma questa esplosione, che sembra
scaturita da una fusione di cristalli nel più profondo della crosta terrestre e
risalita alla superficie per una dinamica interiore che ne appoggia raggio a
raggio, losanga a losanga, sino a costruire un tutto unico saldamente
strutturato e nello stesso tempo proteso in una dinamica gestuale suprema, non
può non essere il simbolo profondo di una forza frustrata e alimentata dalla
consapevolezza, che di colpo si libera ed assume dalla semantica di quel
vocabolo oscuro e tenace, "Resistenza", l'immanenza della potenza e del grido e
della rivolta.
Nel 1971 la
città di Frosinone gli commissiona il Monumento ai caduti di tutte le guerre (la
cui idea è del 1970), eseguito in acciaio e collocato nel 1977. È l'assemblage
macchinistico di tutte le false ideologie, che hanno schiacciato l'uomo da
sempre; sono gli strumenti che l'hanno macerato e distrutto e che l'uomo
continua a produrre per il proprio terreno e
peggiorativo "Miserere".
Nel frattempo ottiene anche l'incarico dalla città di Cassino di elaborare un
Mausoleo della pace, che verrà collocanto nel 1987. In ordine di tempo viene il
Monumento alla Resistenza della città di Urbino del 1980, che dialoga con
l'eccezionale complesso urbanistico del capoluogo feltresco dall'alto del Parco
della Resistenza. Titolare della cattedra di scultura all'Accademia di Belle
Arti di Bologna, ne tiene anche la direzione dal 1961 al 1969; da Torino si
trasferisce nel 1970 a Marino Laziale, insegnando prima all'Accademia di Belle
Arti di Napoli, quindi in quella di Roma. Nel 1973 l'Accademia dei Lincei gli
conferisce il Premio Antonio Feltrinelli con la seguente motivazione: "Per
l'elevata qualità inventiva e plastica della sua opera e per la rilevante
incidenza che ha avuto nella storia della scultura italiana moderna e, in
particolare, per quello che può considerarsi il suo capolavoro, il Monumento
alla Resistenza di Cuneo, sintesi di un potente impegno plastico e di un alto
significato civile".
Il decennio 1970-'80 è fecondo di ripensamenti e di successive evoluzioni. II
barocco informale, che pure lo aveva portato ad esiti felici, viene
progressivamente abbandonato per dar luogo ad un plasticismo che, mentre
affronta la spazialità totale, si fa geometrico e angoloso, traendo spunto anche
da motivi di meccanica applicata all'industria, come da un caotico assemblage da
riutilizzazione per l'uomo.
Nel 1974 Il Musèe d'Art Moderne de la Ville de Paris ripropone tutta l'attività
scultorea di Mastroianni, aprendo un ciclo dedicato alla scultura italiana del
dopoguerra. Nel 1977 un'antologica di "rilievi cromatici", disegni, bozzetti in
legno e incisioni, curata da Floriano De Santi e allogata nel Palazzo Ducale di
Urbino, pone in evidenza - forse per la prima volta in maniera così organica -
un'espressione creativa relativamente, e a volte per nulla indagata dagli
studiosi. Nell'autunno dello stesso anno Mastroianni espone alcune sue opere
monumentali a Charleston, nell'ambito dell'edizione statunitense del "Festival
dei due mondi". Verranno poi la mostra dei "rilievi cromatici" al Palazzo dei
Diamanti a Ferrara (1979-80) e la grande antologica fiorentina del 1981 alla
Fortezza del Belvedere. Nel 1978, nei locali della Galleria d'Arte Moderna di
Cento è allestita una piccola ma sceltissima rassegna di sue sculture. Nel '79
quasi a dimostrazione della sua inesauribile vocazione sperimentale esegue per
il Teatro dell'Opera di Roma la scenografia del Coro dei morti su testo di
Giacomo Leopardi e musica di Goffredo Petrassi. A cui farà seguito l'anno
appresso il lavoro sull'Uccello di fuoco di Igor Stravinskij. Nel decennio
'80-'90 lo studio condotto sull'acciaio e sul bronzo colorati, quasi relitti
recuperati di una civiltà scomparsa e da recuperare anche - se possibile - per
farne i primi strumenti di lavoro di una società rinnovata, sembrano pezzi di
una "macchina volante" meravigliosa, a cui come personaggi di un romanzo di
Jules Verne possiamo avvicinarci, con la speranza di rinnovare un giorno quel
mondo della fantasia che ci appartiene. Sul finire dell'83 sono da registrare
quattro avvenimenti di notevole importanza: una mostra itinerante negli Stati
Uniti, dopo sei anni di assenza, che da Miami tocca altri centri del paese, per
finire a Washington; la donazione all'abbazia di Casamari di un bronzo dorato
del '40, la Madonna della Pace; l'inaugurazione di un Monumento alla Resistenza
sulla montagna di Vallerotonda; infine la pubblicazione di una esaustiva
monografica critica ad opera di Floriano De Santi. Nella primavera del 1984
un'esposizione a Brescia di grandi bozzetti in legno dei monumenti alla
Resistenza, disegni e rilievi policromi, commemora il decimo anniversario della
strage di piazza della Loggia ("La memoria storica dell'arte"). Nell'ottobre
successivo, contemporaneamente alla mostra "Bassorilievi 1975-1983", allestita
dal Comune di Bergamo presso il Teatro Sociale, la Galleria Art Curial di Parigi
presenta trenta sculture datate dal 1942 al 1984.
Nel 1985 gli viene conferito a Tokyo "The 4th Henry Moore Grand Prize Exhibition
the Utsukushigahara Open Air-Museum".
Lo stesso
Museo d'Arte Moderna, poco distante dalla capitale nipponica, gli apre una sala
permanente con una dozzina di opere, tra le quali ha assoluto spicco il bronzo
Hiroshima del '60.
Nel 1987 regala allo Stato italiano 26 opere per lo più del periodo informale,
il nucleo più importante della sua collezione; il valore artistico e morale di
questo lascito è documentato dalla mostra allestita al San Michele di Roma.
Nell'estate vengono presentate ad Aosta, nello spazio dell'antica chiesa di San
Lorenzo, davanti alla mitica colleggiata di Sant'Orso, la serie completa dei
grandi cartoni e la quasi totalità degli arazzi. Nel gennaio del 1988, la
Direzione Generale della Fiat di Pescara gli dedica una significativa mostra
riguardante la produzione di sculture in ferro colorato e bassorilievi
policromi: un confronto diretto tra "arte e tecnologia", tra artista e il
prodotto industriale. L'estate dello stesso anno vede Mastroianni impegnato in
due personali: in luglio nella città di Pieve di Cadore con una serie di
sculture e incisioni; a settembre nella capitale egiziana Il Cairo per una
rassegna espositiva riguardante l'attività scenografica (bozzetti, sculture,
progetti teatrali). Nel gennaio-marzo '89 il Comune di Milano promuove una
significativa antologica negli spazi della Rotonda della Besana dal titolo "I
materiali 1932-88". La rassegna, curata da Floriano De Santi, illustra
globalmente tutta l'attività artistica del grande scultore in dodici sezioni:
dai bronzi ai marmi, dagli acciai agli ori, dalle terracotte alle scenografie
teatrali, dai legni agli arazzi, dai piombi e dai rami alle opere su carta. Ciò
che unifica tutti questi aspetti, evitando ogni dispersione, è il rapporto tra
idea e linguaggio, tra presenza alla contemporaneità e coscienza formale. A
coronamento di una prodigiosa carriera - e dopo i premi Biancamano e la Ginestra
d'oro del Cònero -, il 27 ottobre del medesimo anno gli viene consegnato a Tokyo
il "Praemium Imperiale", una sorta di Nobel del Sol Levante; tra le altre
personalità insignite ci sono i pittori Willem De Kooning e David Hockney,
l'architetto di origine cinese ma americano di adozione Leoh Ming Pei, autore
tra l'altro della piramide del Louvre di Parigi, il registra cinematografico
Marcel Carné, il direttore d'orchestra e compositore francese Pierre Boulez.
Mentre nei primi mesi del '90 prende vita ad Arpino, nel castello Ladislao, il
Centro Internazionale Mastroianni (oltre cento opere tra sculture, bassorilievi,
disegni e incisioni, datate dal 1935 sino ad oggi), ad Urbino si sta progettando
il museo dei bozzetti lignei: una raccolta di lavori monumentali che precede la
fusione in bronzo o in acciaio. Un'esperienza unica del corpus artistico di
Mastroianni. Un altro Monumento resistenziale viene inaugurato a Poggibonsi nel
giugno sempre del '90; e intanto sette grandi sculture, esposte a Marino
nell'aula consigliare, avrebbero dovuto costituire un primo nucleo del
progettato museo cittadino unicamente consacrato all'opera di Mastroianni.
Nell'ottobre si apre in Giappone, al "The Hakone
Open Air Museum", l'imponente rassegna "Dal Caos alla materia, dall'informe al
Cosmos". Ordinata da Floriano De Santi, essa raccoglie la produzione più
significativa degli ultimi vent'anni.
Circa dieci anni dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria di Arpino,
Mastroianni ottiene nel luglio '91 quella di Chiaravalle.
Qualche tempo prima una mostra delle sue incisioni si tiene ad Arpino nella
Chiesa di San Domenico, nell'ambito di un programma dedicatogli dal Centro
Internazionale a lui intitolato: la stessa rassegna viene riproposta dai Servizi
Culturali dell'Olivetti, nel novembre-dicembre, al Centro Congressi "La Serra"
di Ivrea. Cura - su commissione del Gruppo Cassa di Risparmio di Roma - l'arredo
della Sala Conferenze del nuovo edificio capitolino della Corte d'Appello: oltre
ad un grande arazzo, realizza sei pannelli in piombo graffiati e colorati e
quattro sculture, che cadenzano uno spazio idealmente ricreato. Sul finire
dell'anno, la Provincia di Torino promuove, negli spazi di Palazzo Graneri e del
Circolo degli Artisti, la rassegna "Mastroianni nelle collezioni private
piemontesi", con un'ottantina di pezzi tra bronzi, marmi, terracotte, cere,
arazzi, cartoni graffiati, disegni, piombi e rami. Nel marzo-aprile 1992
s'inaugura ad Alessandria, nella Sala d'Arte di Palazzo Guasco, un'antologia di
ori e d'argenti, un'esperienza singolare lungo tutto il cammino mastroianneo.
Nel proseguo dell'anno sono da registrare altri due avvenimenti di ragguardevole
interresse: la collocazione, durante l'estate, dei lavori monumentali Belfagor
davanti al Palazzo Ducale di Genova nell'ambito delle manifestazioni sulle
Colombiadi e Guerriero nella scalinata del Palazzo delle Esposizioni di Roma
quale simbolo dell'attuale edizione della Quadriennale. Ma non si possono
neppure dimenticare l'inaugurazione a Tolentino del Monumento alla Resistenza e
della rassegna nella suggestiva Fortezza di Sarzanello, di sculture, rilievi
policromi, bassorilievi, piombi, datati dal '62 al '91. Nel dicembre gli viene
conferito a Roma il "Premio Michelangelo".
Nel gennaio e nel febbraio '93, rispettivamente la rivista d'arte "Terzocchio" e
il quotidiano "Il Messaggero", dedicano due supplementi interamente incentrati
sull'opera e sulla vita di Mastroianni. S'inaugura ad Arpino in aprile, nella
sede provvisoria del Palazzo Ducale Boncompagni, il Museo del "Centro
Internazionale Umberto Mastroianni", diretto da Floriano De Santi. Nello stesso
anno, S.S. Giovanni Paolo II inaugura il Monumento di Erice realizzato dal
Maestro in occasione della visita al Centro Ettore Majorana 1'8 maggio 1993.
Sempre nel '93 dona a Fontana Liri, sua città natale, una scultura monumentale
in ricordo delle sue radici, in onore di tutti i cittadini del luogo, in
particolare a suo padre. A Trento presso Castel Ivano, nello stesso anno, si
inaugura - a cura di Danilo Eccher e Floriano De Santi - un'importante mostra
capace di dare uno spaccato completo dell'opera svolta negli anni dal Maestro.
A Roma, consolidato il progetto di realizzazione del Museo Mastroianni - con
sede nel complesso di S. Salvatore in Lauro, nel cuore di Roma, e direzione di
Floriano De Santi - l'iniziativa viene inaugurata con la pubblicazione di una
corposa monografia. Nel 1993, presso il Chiostro di San Giovanni in Laterano in
collaborazione con il Pio Sodalizio dei Piceni e Il Cigno Galileo Galilei
Edizione di Arte e Scienza, viene allestita una mostra di Arte Sacra
comprendente una trentina di pezzi tra sculture e opere su carta datate dal 1928
ai primi anni del '90. Nel 1994 a Torino s'inaugura 1'imponente lavoro della
Cancellata del Teatro Regio e gli viene conferita la Cittadinanza onoraria. Nel
1995 viene progettato ed inaugurato nella città di Cumiana il bassorilievo in
bronzo a ricordo dei caduti nella Resistenza. Nello stesso anno la Città di
Cento, in onore a Guglielmo Marconi, inaugura la scultura monumentale: Elettra
e, presso il Palazzo dell'Arte in occasione della Triennale di Milano, Umberto
Mastroianni espone nei giardini, tre sculture monumentali: Guerriero del
1970-1988, Fantascienza del '71 e Macchina sacrale dell'88. Nel 1996, dopo la
personale alla «Borgogna» di Milano, viene ordinata a Torino, nell'ambito del
Salone del Libro, la rassegna «Mastroianni e la letteratura». Mentre nel maggio
del '97 viene collocata in Valle d'Aosta una statua di San Francesco, le città
di Aprilia e di Marino inaugurano, rispettivamente nell'ottobre e nel dicembre
dello stesso anno, i monumenti Evoluzione (Gioco lunare) del 1990 e Guerriero
del 1970-96.
Nella notte del 25 febbraio '98, dopo una lunga e dolorissima malattia,
Mastroianni muore nella sua casa-museo di Marino.
Nell'ottobre dello stesso anno una mostra di settantuno opere inedite su carta -
datate dal 1991 al 1998 - nel Palazzo Ducale di Urbino e un Convegno (che vede
la partecipazione di Maurizio Calvesi, Floriano De Santi e Claudio Spadoni) sul
lavoro mastroianneo forniscono ulteriori analisi intorno ai molteplici rivoli
della sua ricca produzione. Nell'estate del 2000 è ricordato, con una
sala-omaggio, alla XV Triennale Internazionale d'Arte Sacra di Celano e,
nell'inverno dello stesso anno, prende avvio a Veroli una mostra itinerante
intitolata "L'arte sacra di Umberto Mastroianni.”